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societa

Democrazia economica e nuove tecnologie

Oggi ho preso il caffe' con una persona che e' attiva nell'imprenditoria.

Ad un certo punto, siccome avevo la sensazione di non riuscire a passare il messaggio su un certo argomento, gli ho voluto spiegare perche' ho sempre investito e continuo ad investire il mio tempo a cercare di capire qualcosa di tecnologie avanzate.

In Italia sopratutto, ma questo vale (in misura minore) anche nel resto del mondo sviluppato, i piccoli  (e i giovani bravi in particolare) hanno la possibilita' di innovare in settori tecnologicamente avanzati perche' solo loro capiscono bene la tecnologia. In questi casi i giovani non devono chiedere permessi al burocrate di turno, non devono competere con il figlio del ricco o del politico di turno (o del ricco-politico) e non hanno bisogno di enormi capitali per avere successo. Quello che conta in alcuni settori molto avanzati sono le idee e la comprensione prima degli altri di quali nuovi prodotti o servizi sviluppare. In quest'ottica, questi settori sono economicamente democratici, perche' sono al di fuori dei circuiti economici tradizionali, che in Italia sono molto lontani dall'essere democratici.

Al contrario, penso a cosa significhi sviluppare in Italia un business legato al territorio, come ad esempio lo sono alcuni business legati alle fonti energetiche rinnovabili. La quantita' di dazi, permessi, aiuti, prestiti etc. che vanno richiesti a burocrati, i quali burocrati non hanno nessun interesse a far funzionare le cose. Alla fine il tuo tempo lo passi a gestire la burocrazia, e il business vero e proprio passa in secondo piano.

Ora che Internet sta diventando pervasivo, la tentazione della politica e del vecchio che avanza, e' quella di regolamentare tutto, adducendo le piu' svariate ragioni, dalla difesa dei giovani, a quella della privacy, a quella del copyright. Tutte ragioni nobili, ma che mascherano la volonta' di controllare quello che e' nato dal basso ed e' sfuggito di mano ed ora va imbrigliato perche' tutto ritorni come prima ... cosi' che per aprire un business su Internet si debba chiedere il permesso ai burocrati o politici di turno.

A non decidere si finisce male

Prima Napoli con la spazzatura, ora Milano che risulta la citta' piu' inquinata di Europa.

Ma ci rendiamo conto che stiamo andando verso il muro, a non decidere nulla, a votare in elezioni nelle quali i programmi non si capiscono e il problema e' solo chi viene candidato?

Negli anni abbiamo pensato che il paese reale fosse la vera forza a discapito della politica. Oggi neanche il paese reale riesce ad andare avanti.

Queste cose si pagano anche a livello economico, perche' i brand delle citta' (Napoli e Milano) non ne beneficiano molto ad essere associati a spazzatura e inquinamento.

Ovviamente si dira' che i dati non sono veri, che sono quelli di sinistra che attaccano la destra o viceversa, che lo fanno perche' abbiamo vinto la coppa del mondo o chissa' per cosa. Ma alla fine nessuno lavorera' ad una soluzione del problema in maniera razionale e non ideologica. E l'Italia continuera' a correre verso il muro.

Non avevo mai firmato una lettera aperta ...

... e chissa' quando ne firmero' un'altra. Pero' non si puo' lasciare che l'informazione televisiva in Italia screditi Internet e i Blog come hanno fatto nella trasmissione Porta a Porta qualche giorno fa.

Peccato che l'Italia sia a questi livelli di preistoria culturale, arroccata nel mantenere posizioni acquisite, con una classe dirigente terrorizzata del nuovo.

Grazie a Stefano che ne ha coordinato la stesura, ecco la lettera.

PS: comunque rido sotto i baffi (che non ho) perche' Internet non lo puoi fermare. Mi ricordo le prime volte che mi invitavano ai dibattiti sul rapporto giornalisti / Blogger (2002), quando i giornalisti terrorizzati dal perdere il monopolio dell'informazione, non facevano altro che attaccare i blogger; oggi molti di quei giornalisti sono diventati blogger, e chi non lo ha fatto e' in via di estinzione.

Il punto non e' se, ma quando Internet diventera' veramente pervasivo e quindi cambiera' il volto di questo paese. E il secondo punto (piu' personale) e': quanto ho voglia di aspettare che questo succeda, piuttosto che andare da qualche parte dove non dovro' invecchiare con Vespa e compagni al video?

PPS: la televisione non la guardo da anni. Pero' Vespa e compagni li subisco indirettamente, perche' la maggioranza degli italiani ancora li guarda :-(

Giornata di televisione in America

Ieri ho guardato un po' di televisione, perche' il tempo era brutto e non era il caso di uscire di casa. Ho visto i dibattiti dei democratici e dei repubblicani nel New Hampshire e cercato di capire come i media stanno coprendo le elezioni presidenziali negli USA.

Lato democratico, Obama sembra essere decollato e Hillary non sa piu' come fermarlo. Oramai e' un'onda che travolge tutti, ed e' incredibile come in uno stato bianco e conservatore come l'Iowa, Obama sia riuscito a battare Hillary e ora e' anche in vantaggio in un altro stato a maggioranza bianca come il New Hampshire. Quando ascolti Obama capisci perche' vince: sembra parlare con il cuore, non attacca mai l'avversario, guarda al futuro, cerca di unire l'America con un messaggio di rinnovamento e di speranza.

Hillary invece punta a screditare Obama, facendolo passare come non preparato ad essere presidente, mentre lei ha gia' dimostrato sul campo di poterlo essere dal primo giorno. Dal punto di vista delle idee, tutti i candidati democratici sono d'accordo ad estendere il welfare, ritirare le truppe dall'Iraq, alzare le tasse ai ricchi, e ricostruire la classe media che ha sofferto in questi anni. Obama in piu' parla di ridurre il potere delle lobby a Washington, Hillary un po' meno, perche' un po' di soldi li riceve anche dalle lobby.

Una delle domande piu' interessanti, che fa capire lo stato d'animo dell'America, e' come si comporterebbe il nuovo presidente quando una citta' Americana sara' attaccata da terroristi con una bomba atomica, una di quelle che si trasportano in una valigetta; la domanda non e' "se", ma "quando"!

Lato repubblicano, la situazione e' meno chiara, i candidati non si sopportano, e il dibattito che ne risulta e' molto piu' acceso. Tranne Ron Paul, sono tutti d'accordo a rimanere in Iraq, tutti difendono l'operato di Bush, perche' l'America e' attaccata dai Jidaisti ed ha il diritto di difendersi anche attaccando per prima (come in Iraq). L'America deve rimanere la nazione piu' forte al mondo e per questo deve aumentare il numero dei soldati. Tutti i candidati repubblicani sono per ridurre le tasse, ridurre lo stato federale al minimo, e combattere l'inflazione.

Ron Paul e' l'unico che dice che e' assurdo spendere piu' di mille miliardi in Iraq mentre la situazione economica del paese peggiora, anche per l'esplosione della bolla del mercato immobiliare, che lui aveva previsto nel 2002. Dice che la FED e' fuori dal controllo dei cittadini, che decide di inondare di denaro il mercato senza controllo, e che e' questo che genera l'inflazione.

Ron Paul e' una voce stonata all'interno del dibattito repubblicano, ma ha ottenuto comunque il 10 percento in Iowa.  Pero' la FOX non lo ha invitato ad un dibattito per il New Hampshire, scatenando la protesta dello stesso partito repubblicano (e dei sostenitori di Ron Paul); gli altri candidati repubblicani pero' il dibattito lo hanno fatto comunque. Fortuna che CNN abbia trasmesso un altro dibattito, al quale partecipava anche Ron Paul (quello che ho visto io).

Pare assurdo, ma un network televisivo puo' decidere di non invitare un candidato alla presidenza. Di FOX non si parla un gran bene, basta fare un giro sui blog per vedere che il network e' accusato di manipolare l'informazione. Questo del controllo dei media da parte delle corporation e' un problema non solo italiano. Fortuna che c'e' l'Internet per tenere traccia di tutto.

Il post sta diventando troppo lungo, ma sarebbe bello parlare di che cosa si scatenera' invece quando si inizia sul serio e lo scontro sara' fra il democratico e il repubblicano. Sono pronti i migliori guru dei media (molti anche  esperti nella disinformazione); stanno scaldando i motori per trovare il modo di screditare l'avversario.

E intanto, per la prima volta da 100 anni, il tenore di vita in Gran Bretagna ha superato quello dell'America. Non e' un caso che gli americani vogliano il cambiamento.

Sto ancora ridendo, per non piangere ...

Il blog di Beppe Grillo lo leggo ogni tanto. La maggior parte delle volte condivido quello che scrive, anche se alcune volte, su alcuni suoi punti di vista sull'economia, non sono molto d'accordo.

Pero' oggi questo suo post mi ha fatto morire dal ridere, perche' descrive esattamente la situazione italiana, una nazione nella quale i giovani hanno scelto il disimpegno come stile di vita, e i nonni per rigraziare gli hanno regalato il precariato - che per carita' e' necessario e farebbe bene anche ai giovani, se fosse accompagnato da una liberalizzazione completa dell'economia, altrimenti cosi' gli unici precari italiani sono i giovani (oltre ai clandestini extra-comunitari).

I nonni invece comandano, bacchettano i nipoti (definendoli bamboccioni) e programmano il futuro per loro ...

Il futuro della multimedialita' in casa e' oggi

Se hai voglia di vedere come sara' la tua casa fra pochi anni (o anche adesso se vuoi provare), ti basta guardare questo video. E' tutto integrato: Internet, la televisione, la radio, il telefono, la segreteria telefonica, i database domestici, i telecomandi, le luci della casa, il tuo cellulare, la console dei giochi, lo stereo, le casse, etc. Il software esiste gia', non costa nulla, perche' e' basato su LinuxMCE.

Un software di questo tipo sta facendo nascere una nuova industria che sviluppa hardware e software basati su sistemi aperti. Sarebbe bello che in Italia si facesse spazio ai giovani, perche' sono gli unici che possono inventarsi applicazioni e prodotti basati su queste tecnologie ... oltre ad essere prodotti  di design (che noi italiani sappiamo ancora fare) dovendosi integrare con l'arredamento domestico.

Ovviamente per fare tutto questo bisognerebbe pensare a stimolare le piccole aziende innovative (che non sono ancora nate) piuttosto che spendere soldi pubblici su aziende decotte (come facciamo da 20 anni in Italia). Ma e' ovvio che questa visione politica e' difficile che sia presente in una classe politica anziana, perche' le nuove tecnologie hanno bisogno di gente giovane ...

Se hai un attimo, guarda il video che fa vedere come funziona il sistema.

Mentre noi ...

... discutiamo per decidere se la ricerca applicata sia di destra, dando per scontato che quella pura e' di sinistra, in America discutono delle opportunita' e dei problemi che un maggiore coinvolgimento delle aziende con le universita' porta al sistema.

Come al solito, in Italia, discutiamo su problematiche vecchie di 20 anni (come minimo), tanto discutere non costa nulla, tranne il rimanere 20 anni indietro ...

Intervista a Roma

Marina Bellini mi ha intervistato al salone del libro a Roma. L'intervista e' online qui.

Alla conferenza ho ascoltato "giovani" politici parlare di internet e di blog. Giovani politici che sono frustrati dalla mancanza di ricambio generazionale in Italia, anche in politica. Ho sentito uno di destra dire ad uno di sinistra (o il contrario): "il tuo capoccia e' li da 20 anni e nessuno lo smuove, il mio idem!"

Insomma, in questa Italia bloccata in tutti i campi, dove solo i giovanissimi devono confrontarsi con il precariato (che non porta benefici ai giovani se non e' accompagnato da una vera liberalizzazione di tutta l'economia), fa ridere sentire i giovani politici che si lamentano come la gente comune :-)

Sequenzia il tuo genoma per corrispondenza

... si ora si puo' grazie ad un'azienda Islandese. Mandi un campione di saliva, e nel giro di 2 settimane ricevi il tuo genoma sequenziato, e ci puoi fare quel che vuoi.

Ad esempio, vedere da dove vengono i tuoi antenati (non qualche generazione fa, ma centinaia), se sei l'anello mancante o meno ( :-) ), se potrai essere soggetto a malattie (in base a calcoli statistici, etc.).

Insomma, a parte gli scherzi, e le ovvie levate di scudi che ci saranno da parte di chi e' sempre spaventato dalle innovazioni (cioe' la maggior parte della popolazione italiana, terrorizzata e anestetizzata da anni di Baudo e De Filippi), alla fine anche questa innovazione entrera' nella normalita' delle cose.

La verita' e' che siamo all'inizio di rivoluzioni tecnologiche il cui impatto e' difficile da prevedere. Ne vedremo delle belle, e avremo bisogno di cercare di capire sempre meglio quello che sta succedendo.

PS: se non hai necessita' di fare il figo con i tuoi amici, con il tuo bel DVD del genoma da estrarre ai party come se fosse un I-Phone, ti consiglio di aspettare un po', perche' l'evoluzione esponenziale delle tecnologie fara' si che i prezzi di sequenziamento scenderanno rapidamente ...

... pero' a quel punto non potrai fare piu' il figo :-)

La SplinderNight

marco_SN2Quest'anno a Roma ho bevuto un po' meno rispetto all'anno scorso a Milano, e parlato un po' di piu'. Anche perche' mi hanno chiesto di fare un discorso ufficiale, per parlare dei blog, del libro di Vita da Blogger, e di altro.

Alla fine ho parlato della liberta' che Internet e i blog ci hanno dato, liberta' che la gerontocrazia Italiana tenta da un po' di tempo di limitare, e che dobbiamo tenerci stretta, perche' e' l'unico mezzo che abbiamo per parlarci senza filtri.

Ma che figura ci facciamo?

Siamo pure finiti su Slashdot, non con un'azienda innovativa italiana, non perche' il nostro governo si e' distinto per visione o innovazione, ma perche' vogliamo regolamentare i blog.

Ora, io non so se veramente il progetto del governo sia stato piu' quello di tappare la bocca ai blog, a Beppe Grillo oppure, piu' semplicemente, si e' trattato di un tentativo maldestro di estendere la legge sull'editoria a Internet per tutelare gli interessi degli editori della carta stampata che vedono erodere il loro controllo (e i ricavi pubblicitari) sul nuovo media.

Che sia di destra o che sia di sinistra, fino a quando il governo del paese e' in mano agli ultrasessantenni, continueremo a fare queste gaffe :-(

PS: ci mancava pure questo, dopo essere finiti su BBC perche' in Italia pare che l'azienda che fattura di piu' sia la mafia.

[Aggiornamento] Ora anche il Timesonline ne parla con un titolo emblematico: "A geriatric assault on Italy's bloggers"; di seguito un estratto dall'articolo:

"If the Italian Government seems unable to adapt to the modern world, the explanation is quite simple. Your country would operate like this too if your grandparents were in charge."

Farebbe ridere, se non fossimo italiani costretti a vivere in un'altra epoca, mentre il mondo va avanti :-(

Sbagliato data?

Quando ho letto questo, ho guardato il calendario per controllare se fosse il 1° Aprile. Purtroppo non c'e' nulla da ridere :-(

Nuovi business spaziali

Da qualche anno alla NASA e' stato chiesto di aprire il mercato dello "spazio" a piccole e medie imprese. Storicamente la NASA ha sempre assegnato i contratti di sviluppo a grandi contractors, oggi invece il mercato si apre.

Mi chiedo quante di queste 120 piccole aziende diventeranno grandi e daranno lavoro specializzato a giovani che vogliono investire in settori innovativi. Alla fine si tratta di un investimento di 72 Mio di dollari, poca cosa rispetto ai soldi a pioggia che investiamo nella ricerca in Italia. Ma come al solito non e' solo la quantita' di soldi che si investe, ma anche come li si investe.

Queste iniziative hanno successo solo se le 120 piccole aziende sono "vere" aziende innovative che non hanno nulla a che fare con gli amministratori che devono valutarle. Non conosco il processo di valutazione utilizzato, ma immagino che sia corretto.

Quando capiremo anche noi in Italia che per avere successo nel mondo globale bisogna favorire i giovani e le idee piu' innovative?

Il mondo che cambia

L'Universita' di Berkeley in California [1] ha iniziato a mettere alcune lectures online su Youtube. Fra un po' altre universita' inizieranno a mettere tutti i corsi, e a quel punto gli studenti di tutto il mondo (e non solo) potranno fare paragoni fra i propri professori e quelli delle altre universita' ... e ne vedremo delle belle ...

Insomma, la diffusione del sapere, che per secoli era rimasta un'attivita' non scalabile (un professore ogni x studenti) ora, con le nuove tecnologie, lo diventa. Si dovra' ripensare al servizio che da secoli chiamiamo Universita', e declinarlo per il 21 secolo; intanto noi in Italia discutiamo ancora se fare tecnologia o scienza sia di destra o di sinistra :-(

[1] Berkeley non e' una "qualsiasi" universita'. Una ricerca dell'universita' di Shanghai, pone Berkeley al terzo posto fra le universita' migliori al mondo dopo Harvard, Stanford, e prima di Cambridge. Le italiane sono lontane :-(

PS: Berkeley e' un'universita' pubblica!

La bolla

Ieri ho trovato questo sito in inglese sulla bolla del mercato immobiliare negli USA. Abbastanza inquietante vedere quello che sta succedendo.

Per ora il mercato tecnologico non e' ancora stato toccato, speriamo rimanga cosi'.

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